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Progetto di riforma della procedura penale in Iran: un ulteriore passo verso la limitazione dei diritti della difesa.

22 maggio 2019.

Il codice di procedura penale iraniano è già stato ampiamente denunciato dai difensori dei diritti dell’uomo: l’art. 48 obbliga in effetti le persone accusate di crimini contro la sicurezza nazionale a scegliere il difensore da una lista di 20 avvocati approvata dallo Stato. L’OIAD aveva in precedenza denunciato questa grave violazione dei diritti della difesa.

La situazione potrà soltanto peggiorare con un progetto di emendamento proposto il 6 maggio dalla Commissione parlamentare in relazione ai casi giudiziari. Anche se il testo dell’emendamento non è stato ancora pubblicato, il porta voce della Commissione ne ha annunciato il tenore.

L’emendamento proposto consente di negare ad alcuni imputati il ricorso ad un avvocato per un periodo iniziale di 20 giorni, periodo che potrà essere esteso dall’autorità giudiziaria a tutta la fase dell’indagine.

Il campo di applicazione dell’emendamento è molto ampio, poiché le persone coinvolte saranno quelle accusate di crimini legati alla sicurezza nazionale, al terrorismo o alla “corruzione finanziaria”, così come ogni persona che incorre nella pena di morte, nell’ergastolo o nel taglio degli arti.

Come spiega Amnesty International, il progetto di emendamento non precisa quali saranno le autorità competenti per pronunciare il divieto iniziale o il suo prolungamento.

I criteri secondo i quali il divieto sarà pronunciato non sono precisati – il progetto si limita ad indicare che le autorità giudiziarie potranno farvi ricorso “se lo considereranno necessario”.

IL progetto è ancora più allarmante perché le accuse relative alla sicurezza nazionale vengono regolarmente utilizzate contro i difensori dei diritti umani – come nel caso degli avvocati Nasrin Sotoudeh e Amir Salar Davoodi – e di diversi tipi di oppositori al regime.

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L’OIAD condanna fermamente le restrizioni imposte dalle autorità iraniane ai diritti della difesa, e fa appello ai Principi fondamentali relativi al ruolo dell’Ordine degli Avvocati (1990), “Tutte le persone possono ricorrere ad un avvocato di propria scelta per proteggere e far valere i propri diritti e per una difesa ai vari gradi dei propri diritti” (Principio n°1)

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