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Avvocato francese esperto di anticorruzione raggiunto da un mandato di arresto in Guinea equatoriale

 

Parigi, 21 febbraio 2019

 

L’avv. William Bourdon è un avvocato francese esperto in diritto penale e della comunicazione. L’avvocato per molto tempo ha lavorato per la difesa dei diritti umani e, a questo titolo, è stato Segretario generale della Federazione internazionale dei diritti dell’uomo prima di fondare l’Associazione Sherpa nel 2001. Ha poi operato contro la corruzione e in favore della concretizzazione della nozione di responsabilità sociale nelle imprese.

Nel 2008, l’avv. Bourdon ha rappresentato “Transparency International France” che si è costituita parte civile nell’ambito del procedimento per guadagni illeciti contro il figlio primogenito del presidente della Repubblica della Guinea equatoriale, Teodorin Obiang Nguema, all’epoca Ministro delle foreste, che è stato accusato di riciclaggio di denaro sporco per l’acquisto in Francia di beni di lusso per un valore di 100 milioni di euro, proventi sospettati di provenire dalle finanze pubbliche della Guinea equatoriale. Teodorin Obiang Nguema è stato nominato vicepresidente della Guinea equatoriale durante il processo, che si è concluso nel 2017.

L’avv. Bourdon è stato raggiunto, insieme ad altre 15 persone, da un mandato d’arresto emesso dal Tribunale di Malabo.  Alcune di queste persone si trovano attualmente in prigione in stato di isolamento. HRW ha dichiarato che ci sono “elementi credibili” per ritenere che due di queste persone siano state soggette a tortura.

Il mandato d’arresto nei confronti dell’avv. Bourdon, che prevede accuse di riciclaggio di capitali e finanziamento al terrorismo, è considerato da dieci organizzazioni di lotta contro la corruzione [1] come un’operazione di rappresaglia destinata a punire le persone che hanno contribuito alla condanna di Teodorin Obiang Nguema.

Inoltre, il presidente della CORED (Coalizione per la restaurazione di uno Stato democratico in Guinea equatoriale) ha spiegato, a fine gennaio alla RFI, che è stato impossibile per le persone raggiunte dal mandato d’arresto di trovare degli avvocati disposti a rappresentarli a Malabo, nella misura in cui gli avvocati della Guinea equatoriale che parlano di politica rischiano “due cose: di essere assassinati o arrestati”.

L’OIAD esorta quindi le autorità della Guinea equatoriale ad interrompere la strumentalizzazione della giustizia utilizzata rappresaglia contro un avvocato che ha esercitato legittimamente la sua professione.

Conformemente ai Principi fondamentali delle Nazioni Unite relative al ruolo degli Ordini degli avvocati, le autorità della Guinea equatoriale sono invitate a rispettare il diritto degli avvocati affinché “siano in grado di svolgere tutti i doveri professionali senza ostacolo, intimidazione, molestia o indebite interferenza” e “non siano sottoposti a procedimenti in conformità con i propri obblighi e principi professionali e con la deontologia “. principi n° 16 a) e c).

In relazione alle persone detenute a seguito del mandato d’arresto sopra citato, l’OIAD fa appello alle autorità della Guinea equatoriale affinché siano rispettati i Principi fondamentali delle Nazioni Unite sul trattamento dei detenuti, secondo cui “devono continuare a godere dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali enunciati dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo“ così come dai Patti sui diritti civili e politici ed economici, sociali e culturali (principio no. 5) adottati dalla Guinea equatoriale nel 1987.  

 

[1] Le Organicazioni sono:  Human Rights Watch, EG Justice, Sherpa, Amnesty International, la Piattaforma di protezione degli informatori in Africa (PPLAAF), Corruption Watch UK, Rights and Accountability in Development, TRIAL International, la Federazione internazionale dei diritti dell’uomo (FIDH) e l’Organizzazione mondiale contro la tortura (OMCT) come membro dell’Osservatorio per la protezione dei difensori dei diritti dell’uomo.

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