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Turchia

Can Atalay

Avvocato Turchia
Threatened

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Cause seguite :

Can ATALAY, avvocato turco, rischia l’ergastolo +2970 anni: la pena più dura richiesta contro un avvocato in Turchia negli ultimi anni.

Venerdì 5 aprile 2019,

Can Alalay è un avvocato, difensore dei diritti dell’uomo e membro del gruppo di solidarietà di Taksim. E’stato arrestato a più riprese in occasione delle manifestazioni del Parco di Gezi e di quelle a favore dei progetti di sviluppo. Can Atalay sarà giudicato il 24 e 25 giugno nel penitenziario di Silivri.

Can Atalay è un l’avvocato dell’Ordine degli architetti che ha contestato la trasformazione di piazza TAKSIM. Si è fatto promotore di molte richieste e ricorsi nei confronti della prefettura di Istanbul e dello Stato turco.

L’Avv. sarà giudicato per i “fatti di Gezi” insieme all’imprenditore Osman Kavala, che si trova in carcere da più di 16 mesi, e ad altre 15 personalità della società civile turca, accusate di aver cercato di “rovesciare il governo” in occasione delle manifestazioni di Gezi della primavera del 2013.

L’Architetta Mucella Yapici, l’urbanista Tayfun Kahraman, la documentarista Cigdem Mater,

il rappresentante della fondazione olandese Bernard van Leer in Turchia, Yigit Aksakoglu, il giornalista dell’opposizione Can Dundar (ex redatore capo del Cumhuriye), gli artisti Ali Alabora e Ayse Pinar Alabora, rifugiati in Europa, che saranno giudicati in contumacia, sono ugualmente coinvolti nel processo.

 

Can ATALAY era stato giudicato per gli stessi fatti nel 2013 ed assolto. Il procuratore ha ripreso gli stessi capi d’accusa. L’estrema severità del procuratore si spiega molto probabilmente per il fatto che tutto il governo dell’epoca si è costituito parte civile.

Can ATALAY non è stato informato fino al 5 marzo scorso delle accuse adottate dal procuratore nei suoi confronti.

Can ATALAY ha preso spesso posizione in favore dei prigionieri politici, dei giornalisti, “degli accademici per la pace”, degli avvocati perseguitati come per le vittime del tragico incidente della miniera di Soma. (301 morti).

L’OIAD condanna fermamente gli atti di intimidazione e le accuse contro il collega Can ATALAY e fa appello alle autorità turche affinché chiudano i procedimenti nei suoi confronti L’OIAD continua a domandare la liberazione di tutti gli avvocati in Turchia ingiustamente perseguiti e/o arrestati per aver legittimamente esercitato la professione.

L’OIAD fa appello a tutti gli avvocati, Ordini ed Organizzazioni della professione per manifestare la propria solidarietà nei confronti dell’avv. Can ATALAY attraverso la diffusione del comunicato a tutte le autorità competenti e all’opinione pubblica.

L’OIAD denuncia le violazioni dei principi fondamentali relativi al ruolo degli Ordini adottati dalle Nazioni Unite all’Avana nel 1990, che costituiscono la base comune delle garanzie minime dello Stato di diritto.

L’OIAD invita dunque le autorità turche a rispettare i Principi fondamentali delle Nazioni Unite sul ruolo degli Ordini (1990) secondo cui “Le autorità assicurano che gli avvocati (a) siano in grado di svolgere tutti i loro doveri professionali senza ostacolo, intimidazione, molestia o indebita interferenza; (b) possano viaggiare e consultare liberamente i propri clienti, sia in patria che all’estero; e (c) non siano fatti oggetto, ne siano minacciati, di essere sottoposti  a procedimento oppure  a sanzioni economiche o altro per qualsiasi azione intrapresa in conformità con i loro obblighi e principi professionali riconosciuti e con la loro  deontologia “ (Principio no. 16