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Procedimento penale contro l’avvocato Noureddine Ahmine

Ginevra, 29 Maggio  2018,

L’Osservatorio internazionale per gli avvocati in pericolo (OIAD) accoglie con piacere l’assoluzione del 28 maggio 2018 della Corte penale di Ghardaïa nei confronti dell’avv. Noureddine Ahmine citato in giudizio per oltraggio alle istituzioni e produzione di prove false, accuse per cui era stato prosciolto in primo grado.

Un Gruppo di 37 avvocati algerini rappresentanti diversi Ordini degli Avvocati hanno dibattuto per più di quattro ore per la difesa dell’avv. Noureddine Ahmine. Il pubblico ministero nel frattempo aveva chiesto la pena di un anno di prigione per l’avvocato. Questo gesto di solidarietà per la difesa dei principi fondamentali del ruolo dell’avvocato e per il rispetto della difesa indiretta ha conseguito i suoi risultati.

Si ricorda che Noureddine Ahmine il 19 gennaio 2014 aveva presentato una denuncia contro X, il mandatario, per l’aggressione che ha causato la morte del Sig. Hadj Said Khaled, il fratello del Sig. Hadj Said Mustapha. Prima di entrare in coma il Sig. Hadj Said Khaled ha confidato a suo fratello che la polizia aveva preso parte all’aggressine invece di difenderlo dai suoi aggressori.

Convocato dalla polizia il 21 ottobre 2015 l’avv. Ahmine è stato informato che il Sig. Hadj Said Mustapha aveva ritirato la denuncia e che quindi l’avvocato era accusato di oltraggio alle istituzioni – per aver nominato le forze di polizia nella sua denuncia – e per aver prodotto prove false.

L’avv. Noureddine Ahmine è stato ascoltato dal giudice per le indagini preliminari della Corte di Ghardaia il 19 maggio 2016 e il 24 ottobre del 2017 è stato scagionato in prima istanza per mancanza di prove. L’accusa ha impugnato la decisione.

Dopo il rinvio dell’udienza al 5 febbraio e al 5 marzo 2018, date fissate dal giudice e contestate dagli avvocati della difesa, l’udienza ha avuto luogo i 28 maggio 2018.

L’OIAD apprende con piacere che le autorità giudiziarie algerine hanno rispettato i principi fondamentali del Ruolo dell’avvocato, testo adottato dalle Nazioni unite  all’Avana nel 1990 che prevede quanto segue:

– “Le autorità pubbliche assicurano che gli avvocati (a) siano in grado di svolgere tutti i loro doveri professionali senza ostacolo, intimidazione, molestia o indebita interferenza; (b) possano viaggiare e consultare liberamente i propri clienti, sia in patria che all’estero; e (c) non siano fatti oggetto, ne siano minacciati, di essere sottoposti  a procedimento oppure  a sanzioni economiche o altro per qualsiasi azione intrapresa in conformità con i loro obblighi e principi professionali riconosciuti e con la loro  deontologia”. (Principio 16);

“Dove la sicurezza degli avvocati è minacciata in conseguenza dell’espletamento delle proprie funzioni, essi devono essere adeguatamente salvaguardati dalle autorità” (Principio 17)

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