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Iran: limiti nella scelta della difesa delle persone accusate di crimini politici

Parigi, 13 giugno 2018,

L’Osservatorio internazionale degli avvocati in pericolo (OIAD) condanna fermamente la decisione del governo iracheno per l’adozione  di una lista  di avvocati esclusivamente autorizzati  a difendere gli accusati di crimini politici.

Circa 20.000 avvocati fanno parte dell’Ordine di Teheran, solo 20 sono autorizzati a difendere le persone accusate di “crimine di sicurezza nazionale o internazionale, crimini politici e mediatici”, accusa spesso rivolta a militanti e giornalisti.

Tranne gli avvocati che si trovano sulla lista gli altri non sono più autorizzati ad intervenire nelle cause che si svolgono a livello istruttorio o giurisdizionale. Malgrado la costituzione non preveda nessun limite o condizione al diritto all’assistenza da parte di un avvocato, la lista è stata adottata in base all’art.48 del Regolamento di procedura penale iraniana che dispone che le persone hanno il diritto di nominare ed incontrare un avvocato in caso di detenzione.

Ciò malgrado, l’articolo contiene un’eccezione che prevede che «durante l’inchiesta, per i crimini contro la sicurezza interna o esterna, le parti in causa devono scegliere l’avvocato da una lista approvata dal capo della magistratura” [traduzione non ufficiale].

Nessun avvocato specializzato sui diritti umani o conosciuto per aver difeso persone accusate di questioni politiche figura nella lista. Inoltre, nessuna donna, ò membri anziani dell’Ordine iraniano si trovano nella lista.

Sembra che nessuna spiegazione sui criteri adottati dal potere giudiziario siano stati forniti e né l’Ordine Iraniano né gli avvocati nominati sono stati consultati.

Limitando il diritto per un imputato di scegliere il suo avvocato, il governo iraniano viola non solamente la costituzione iraniana ma anche le regole più elementari dell’equo processo, compresa la scelta di un avvocato di fiducia. La capacità delle persone di scegliere l’avvocato è un diritto fondamentale e il diritto alla difesa rinforza la credibilità del sistema giudiziario.

Purtroppo, dopo diversi anni, il contesto è poco favorevole alla difesa degli avvocati. Alcuni importanti avvocati iraniani come Abdolfattah Soltani, Nasrin Sotoudeh, Mohammad Seifzadeh, Mohammad Najafi, in ragione della difesa di militanti civili e politici sono stati arrestati, detenuti o interdetti dall’esercizio della professione.

 

Pima dell’adozione della lista, Human rights watch (HRW) [1] aveva notato una tendenza costante dei pubblici ministeri a vietare l’incontro di un avvocato con un imputato durante la fase investigativa. Inoltre, i giudici della Corte rivoluzionaria si sono rifiutati di consultare gli avvocati dei detenuti durante il processo.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Nasrin Sotoudeh*, avvocata specialista dei diritti dell’uomo, di Teheran ha dichiarato che i prigionieri politici iraniani si sono visti rifiutare completamente il diritto alla difesa in ragione della lista.

La ricercatrice del HRW, Tara Sepehrifar, ha dichiarato che la lista non è che l’ultimo esempio dell’ingerenza del potere giudiziario iraniano nel diritto dei detenuti.

Shirin Ebadi, vincitrice del premio Nobel per la pace e avvocata, che vive in esilio, ha condannato questa decisione che porta, secondo lei, alla distruzione completa dell’indipendenza giudiziaria dell’Iran.

Gli avvocati si stanno mobilizzando per protestare contro questa decisione.

Bisogna notare per il momento che la lista riguarda unicamente la provincia di Teheran e che alcune liste simili verranno presto adottate nelle altre provincie.

 

*Nasrin Sotoudeh è stata arrestata il 13 giugno 2018 e trasferita nella prigione di Evine per scontare una pena di cinque anni. Una sentenza per cui sembra che nessuno dei suoi parenti  sia stato informato. Nasrin Sotoudeh ha combattuto durante tutta la sua vita per la difesa dei diritti umani in Iran. Il suo arresto è ancora un esempio della volontà delle autorità iraniane   di mettere a tacere gli avvocati.

Vedere il report su Nasrin Sotoudeh,

[1] https://www.hrw.org/news/2016/03/24/iran-detainees-denied-fair-legal-representation

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