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Jammu e Cachemire / India: Mobilitazione degli avvocati contro la repressione nella regione del Cachemire

 

Venerdì 27 settembre 2019

Il 5 agosto scorso l’India ha adottato diverse drastiche misure nella regione contesa del Jammu e Cachemire, che è amministrata da new Delhi anche se rivendicata dal Pakistan. E’ stato annunciato che si intende revocare l’articolo 370 della Costituzione, che riconosce alla regione Jammu e Cachemire un’autonomia speciale a partire dal 1949, e l’articolo 35° che rinforza lo Status autonomo del Cachemire.

Almeno 4000 persone sono state arrestate da allora. Tuttavia, alcune cifre ufficiali non sono state pubblicate. Le autorità non hanno indicato ufficialmente quante persone sono state arrestate dopo l’inizio della crisi, limitandosi a confermare l’arresto di un centinaio di responsabili politici locali, di militanti e di universitari, che rappresentavano un rischio per l’Ordine pubblico.

Questi arresti sono stati possibili per l’applicazione della legge sulla sicurezza pubblica del 1978, recentemente rivista e molto contestata per il fatto che consente alle autorità di arrestare una persona fino a due anni perchè “dannoso per la sicurezza dello Stato” (articolo 18(b) della legge sulla sicurezza pubblica « Durata massima di detenzione »). 

Tra le persone arrestate dopo il mese di agosto, ci sono degli avvocati importanti, e soprattutto degli alti rappresentanti dell’associazione dell’Ordine della Alta Corte del Jammu e Cachemire, con sede a Srinagar.

In effetti, la polizia ha arrestato Mian Abdul Qayoom, Presidente dell’Ordine del Cachemire e l’ex Presidente  Nazir Ahmad Ronga. Ma anche Fayad Sodagar, Presidente dell’Ordine del distretto di Anantnag, e Abdyk Sakal Rather, Presidente dell’Ordine del distretto di Baramulla. Sono tutti detenuti nelle prigioni dello Stato indiano d’Uttar Pradesh, a 1000 km da Srinagar.

In relazione ai motivi dell’arresto la polizia ha scritto “Temiamo che voi (riferendosi a Qayoom) motiviate le persone a protestare contro l’abrogazione dell’articolo 370”.

Un poliziotto, che ha parlato anonimamente, ha indicato che a Srinagar “6000 persone circa sono state sottoposte a visita medica dopo essere state arrestate. Le persone sono state dapprima portate nella prigione centrale di Srinagar e poi trasferite altrove con degli aerei militari” ha precisato.

Un altro membro delle forze di sicurezza ha segnalato “migliaia di arresti” aggiungendo che queste cifre non tengono conto di altri abitanti detenuti in commissariati senza essere stati registrati.

In Cachemire, 1050 membri dell’associazione di avvocati hanno iniziato uno sciopero per sostenere le manifestazioni di protesta contro l’abrogazione dell’articolo 370 dal governo indiano e l’arresto di diversi avvocati. Tuttavia, molti avvocati non vogliono più parlare pubblicamente perché temono di essere arrestati.

L’OIAD apporta il suo pieno sostegno agli avvocati arrestati ed incarcerati e alle loro famiglie.

L’OIAD apporta ugualmente il suo sostegno agli avvocati che si mobilitano per i loro colleghi e per il loro diritto alla libertà di espressione.

L’OIAD condanna fermamente questi arresti cosi come le detenzioni e fa appello alle autorità indiane perché si conformino ai Principi fondamentali relativi al ruolo dell’Ordine degli avvocati, adottati dalle Nazioni Unite nel 1990, in particolare al principio 23 che prevede:  

« Gli avvocati come tutte i cittadini, devono usufruire della libertà di espressione, di credenza, di associazione e riunione. In particolare, hanno diritto di partecipare a discussioni pubbliche riguardanti il diritto, l’amministrazione della giustizia e la promozione e la protezione dei diritti dell’uomo (…) ».

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